11.10.09

La russa

Pubblicato su Attualità a 15:06 di dannella

Che non è il più famoso uomo politico più o meno amato, ma bensì una dolce fanciulla ospite in casa mia. Ospite pagante, s’intende. E’ una studentessa di Mosca, di nome fa Valeriya che si pronuncia quasi come in italiano, salvo la y strascicata come una j. Ma io la chiamo Valeria tout-court.
Come ogni russa di 26 anni che si rispetti, è alta, bionda, magra, bella, ed è gentile, educata, molto a modo e tutto sommato mi sono adattata piuttosto bene alla nuova convivenza. Per me è stato difficile accettare di avere nuovamente una persona in casa, non la sento più totalmente casa mia, e talvolta mi viene voglia di strozzarla, in genere quando lei non è in casa però. Appena torna e mi saluta con quel suo “buongiorno signora Ornella” squillante e generoso, tutto il mio malumore e le mie idiosincrasie scompaiono come per miracolo.
Ho scoperto che può essere anche piacevole avere in casa qualcuno con cui scambiare due parole ogni tanto, e può anche essere utile, per esempio per badare ai miei gatti se dovessi andare via per qualche giorno.
Ha un grosso difetto però, e cioè che è TROPPO pulita! Si fa la doccia due volte al giorno, in più è sempre in bagno a lavarsi o lavare qualcosa, pulisce la sua stanza ogni giorno, si frena sul bucato solo due volte a settimana perché le ho detto che di più non si può per via dei turni della lavanderia; in pratica mi finisce sempre l’acqua calda, così la sera siamo costrette a lavare i piatti con l’acqua fredda!
La casa è vecchia e dispone ancora di un vecchio boiler elettrico, che si scalda durante la notte e sul quale io non posso intervenire, essendo gestito direttamente dall’azienda elettrica. Così se durante il giorno si usa troppa acqua calda, fino al giorno dopo non c’è verso di averne di nuova.
Gliel’ho spiegato il primo giorno, poi gliel’ho ridetto dopo qualche giorno, rispiegato nuovamente, infine sono corsa ai ripari acquistando dei filtri ecologici che fanno uscire aria insieme all’acqua (che dovremmo tutti usare, comunque!) e ora sembra che vada meglio. Ho adottato altri accorgimenti, come alzarmi prima di lei per potermi fare IO una doccia in santa pace e con l’acqua calda…
A parte questi inconvenienti, le cose fra noi vanno bene. La settimana scorsa le ho fatto assaggiare un piatto nazionale svizzero, la fondue au fromage. Poi quando è nata Chiara lei ha voluto festeggiare con me e la sera ha preparato una torta da mangiare insieme. Sabato invece è andata ad una manifestazione sul cioccolato (che lei ADORA) che si teneva in una città vicina, ed è tornata carica di pacchetti: cioccolatini, nocciole ricoperte, assaggi di ogni genere, e una buonissima e dolcissima torta Sacher che ha voluto a tutti i costi dividere con me. A nulla sono valse le mie scuse, sono a dieta, il cioccolato mi fa male, lei ha voluto comunque che ne mangiassi anch’io sostenendo che l’aveva comprato per entrambe!
Se non sto attenta con questa ragazza qui si finisce all’ingrasso!!!

11.06.09

Chiara

Pubblicato su Attualità, Figli, Ricordi, Sentimenti a 18:08 di dannella

E alla fine hanno deciso per questo bellissimo e italianissimo nome. Chiara.
Nome splendido che ho sempre amato, avrei voluto chiamare così entrambe le mie figlie, optando poi per altri due splendidi nomi, ma questo mi è sempre rimasto nel cuore fra i miei preferiti.
Così ora c’è questa nipotina di nome Chiara, che chiara non sarà per nulla, visto che già ora pare abbia i capelli castano-neri. Gli occhi ancora non si sa, ma difficilmente saranno azzurri o verdi…!
Pare essere anche molto buona, per ora, al contrario del suo compagno di stanza che pare pianga continuamente. Eh, si sa, le bambine….

11.05.09

E’ nata!

Pubblicato su Attualità, Sentimenti a 11:17 di dannella

Tre chili di bellezza, come ha scritto mia figlia nel suo SMS che ho trovato svegliandomi alle quattro di mattina. Non so nulla di più, se non che sono sane entrambe, e che il nome è ancora indeciso. Si dovrà aspettare perlomeno questo pomeriggio per avere altre notizie al riguardo.

Sono felice, anche se la mia felicità è velata da un po’ di tristezza. Ma penso che ormai sia un sentimento che non passerà mai per me.

Però mi sono appena regalata un bellissimo mazzo di roselline ROSA per la mia splendida nuova nipotina ancora innominata.

11.04.09

Ritardo

Pubblicato su Attualità a 23:41 di dannella

Pare che a Toronto tutti i bambini abbiano deciso di nascere oggi.
Con urgenza.

Sono in coda, aspettando il loro turno.

11.02.09

Dopodomani

Pubblicato su Attualità, Figli, Sentimenti a 11:18 di dannella

E finalmente arriva. Mercoledì.
Mercoledì è il giorno programmato dai medici per il parto cesareo, il giorno in cui verrà al mondo questa nuova creaturina, questa bimba, figlia di mia figlia.
Ho sempre sentito un forte legame fra le donne della mia famiglia, e ora provo già un enorme affetto per questa bimba che ancora non conosco, un’emozione diversa quando penso a lei. Forse il fatto di sapere esattamente il giorno in cui nascerà fa la differenza, in un certo senso. Di solito si sa “più o meno” la data del parto, che essendo un evento naturale è passibile di modifiche dell’ultimo minuto. Infatti Ian, il fratellino, è nato dieci giorni in anticipo sulla data presunta. E anche i miei figli non hanno voluto compiacere le previsioni dei medici, ma si sono fatti i comodi loro, decidendo di nascere quando meglio gli pareva.
Invece per questa bimba i giochi sono stati decisi dagli altri, dai medici, dagli “adulti” che al di fuori del suo mondo liquido, protetto e sicuro, hanno deciso per lei.
Non si sa ancora il suo nome, mia figlia e mio genero se lo sono tenuto per sé e ce lo comunicheranno solo a giochi fatti. Fanno bene, sono d’accordo con loro, che almeno questo appartenga solo a loro, ai loro desideri, e che siano liberi di decidere senza interferenze di altri che sempre credono di sapere cosa sia giusto e migliore per gli altri. Così una volta deciso il nome, non si possa dire né fare nulla se non accettarlo così com’è.
Non so nemmeno come sarà questa bimba, ma posso facilmente immaginarlo, perché da due genitori tipicamente mediterranei non può certo nascere una bellezza nordica, eterea e diafana. Sarà come mia figlia da piccola, capelli neri, occhi scuri, carnagione non troppo pallida. Cicciotta forse. Bellissima di sicuro.
Ed è mia nipote. Figlia di mia figlia. Sangue del mio sangue in un certo senso. Avrà in sé anche i miei geni, un po’ del mio DNA, e di quello di mia madre, e di sua madre prima di lei, e di tutte le donne della mia famiglia. Una piccola donna che sta per venire al mondo.
Benvenuta, piccola mia!

10.28.09

Un abbraccio

Pubblicato su Attualità, Sentimenti a 23:55 di dannella

Ieri sera Mary mi ha abbracciato.
Eravamo in cucina, stavo rigovernando dopo averla fatta cenare, e si stava parlando di questo e di quello. Io ero in piedi con la schiena appoggiata alla cucina rivolta verso di lei, quando lei all’improvviso mi si è avvicinata e si è appoggiata con la schiena contro di me, afferrando nel contempo le mie braccia e avvolgendosi dentro. Un abbraccio cercato, voluto, spontaneo, che mi ha sorpreso e felicitato.
L’ho stretta, ho avvicinato la mia testa alla sua, le ho fatto sentire il mio calore non solo fisico, e siamo rimaste così un po’. Poi lei si è girata, petto contro petto, sempre abbracciandomi e si è stretta ancora di più a me, appoggiando la testa sul mio petto. Le ho accarezzato i capelli e le ho detto “andiamo sul divano a farci le coccole?”
Ha risposto di sì, così ci siamo sedute sul divano, lei con una coperta a coprirsi le gambe e i piedi nudi, la testa appoggiata alla mia spalla. Stiamo rimaste lì ancora un po’ a parlare, tranquille, lei mi ha fatto il gioco delle domande: cosa ti piace mangiare, qual’è il tuo colore preferito, preferisci i cani o i gatti, e cose così. Poi è arrivato il padre e io me ne sono andata, portando con me il calore di quel suo abbraccio.

10.27.09

Scudo

Pubblicato su Attualità a 11:15 di dannella

scudo

10.26.09

L’italiano

Pubblicato su Attualità a 23:20 di dannella

Nel giro di pochi giorni ho avuto modo di seguire ben due trasmissioni sul tema della difesa della lingua italiana in Svizzera.
Entrambe le trasmissioni, con illustri ospiti, manifestavano la preoccupazione, condivisa da molti, per la non troppo lontana scomparsa dell’italiano come idioma. Un pensiero che più di una volta mi ha sfiorato, pensando che la nostra bellissima lingua è parlata sono nel nostro Paese e in una piccola parte della Svizzera.
Nell’università di Lugano c’è l’ “Istituto di studi italiani” diretto dal professor Carlo Ossola. L’Istituto nasce nell’unica università italofona fuori d’Italia, con l’intento di rafforzarne l’impegno nell’ambito della lingua, letteratura e civiltà italiana. Nell’anno accademico 2007-2008 l´Istituto di studi italiani ha avviato un Master (Laurea specialistica biennale) in Letteratura e civiltà italiana, convocando dalla Svizzera, dall’Italia e dall’Europa docenti che incarnino essi stessi – nel loro percorso di ricerca – la parabola, sempre viva, di «una lingua dolce e sapida, fatta di suoni di solidarietà» (Mandelstam).
Ma non solo a Lugano si studia la Letteratura e la Cultura italiana, anche a Coira, a Zurigo, e Friborgo e Losanna si contendono i migliori accademici.
Il Professor Ossola, intervistato durante una di queste trasmissioni, lamentava il calo costante di iscritti a questi corsi, sostenendo che se si proseguirà su questa strada purtroppo fra pochi anni non ci saranno più non solo corsi di laurea italiani, ma nemmeno posti per insegnanti di tale materia.
Purtroppo anche in Svizzera, come altrove, si preferisce dare la preferenza all’inglese come prima lingua, ritenendo questo idioma assai importante per i rapporti di lavoro, di relazioni, anche all’interno del paese stesso. Poi le altre due lingue nazionali, il tedesco e il francese, e infine, come ultima ruota del carro, ecco la nostra bellissima lingua.
Ora, che non ci si preoccupi della scomparsa dell’italiano nel nostro Paese, è triste, anzi tristissimo, ma colpisce in modo particolare la preoccupazione di un paese dove in fondo questa lingua è parlata proprio da una minoranza, come dire da noi la Toscana e un pezzetto di Umbria, tò.
Già ci si accorge di come la nostra lingua è sopraffatta da inglesismi e ignoranza abissale, storture e sgrammaticature tollerate per “quieto vivere”, per stanca abitudine, per bieca consuetudine. E lo spaventoso disinteresse per la Cultura non fa altro che far precipitare verso il baratro della lenta (ma nemmeno poi tanto…) scomparsa della lingua italiana dalla faccia della terra. Rimarrà un ibrido di italiano e inglesismi, di modi di dire, di frasi fatte e nuovi neologismi, di burocratese e “televisionese”, il futuro destino della parlata italiana.

10.21.09

Mary Poppins

Pubblicato su Attualità, Lavoro, Racconti a 22:05 di dannella

Ormai da un mesetto mi occupo di questa bambina, che chiamerò Mary per evidenti problemi di discrezione. Mary ha vissuto fino allo scorso anno in Italia con la madre. Ora è stata affidata al padre e alla sua compagna, che vivono fuori Lugano. Loro lavorano entrambi, lei in ufficio e fa i turni e in certe settimane lavora fino a tarda sera, il padre in uno studio medico-fisioterapico, e anche lui finisce sempre intorno alle 20.
Mary frequenta la prima media, e qui le scuole sono a tempo pieno tutti i giorni salvo il mercoledì, quando hanno il pomeriggio libero. Il sabato niente scuola. La sua scuola è in un altro paese, così all’uscita dalle lezioni lei prende la corriera scolastica fino ad un paese intermedio dove c’è lo studio medico di suo padre. Io la recupero lì e la porto a casa, le preparo una leggera merenda, verifico con lei gli eventuali compiti, e nel caso l’aiuto a studiare o a fare qualche ricerca. Se non ha nulla da fare per il giorno dopo, cosa che succede molto spesso dato che qui non danno quasi compiti a casa, ci inventiamo qualche gioco o passatempo.
Verso le 18.30 la mando a lavarsi, e intanto le riscaldo la cena che la vice-mamma le ha già preparato. Dopo cena, aspettando il rientro del padre, ci guardiamo un po’ di televisione insieme. Il padre è un fanatico di tecnologia e ha in casa praticamente una sala cinematografica. Ovviamente abbonamenti a Disney Channel e simili, così sono questi i programmi che la signorina mi costringe a guardare…!
Mary ha un bel carattere, considerando la sua storia non tanto facile fino a qui; sorride sempre, non se la prende nemmeno quando la si sgrida, e ne prende di sgridate…. anche da me quando occorre! Ha il riso facile, e basta un niente a farla ridere. Ha due occhi splendidi, azzurri come il mare più profondo, e il contrasto con i capelli neri è forte. Diventerà una splendida ragazza crescendo, e prevedo già una lunga fila di spasimanti alla sua porta.
Le piace molto ballare, è anche molto brava, lo devo ammettere. Sa muoversi con grazia e armoniosamente, tenere il tempo, e naturalmente adora Michael Jackson e la disco-music. Ora si è iscritta ad un corso di hip-hop, così il giovedì dopo la merenda devo accompagnarla a lezione, alla quale assisto con piacere prima di riportarla a casa. L’insegnante è severa ma ci sa fare, ed è bello vedere tutte quelle bambine saltellare a tempo di musica, con quelle movenze ritmiche quasi ginniche. Sono davvero brave!
Un po’ meno brava Mary lo è nello studio. Non sa concentrarsi, non ha pazienza, anche quando tento di spiegarle qualcosa che non capisce lei sfugge via, dice “ah sì” come se avesse capito ma non ha capito affatto, e subito dopo sbaglia nuovamente. E’ pasticciona, cancella e riscrive dove ha sbagliato rendendo illeggibile ciò che ha appena corretto. La matematica è un disastro, il francese (che qui gli altri ragazzi studiano dalle elementari) per lei è come arabo o cinese, in italiano va un po’ meglio ma non si può dire che sia il suo forte. Sarà anche il metodo scolastico diverso, ma credo che molto dipenda anche da quanto poco è stata seguita negli anni passati.
Per me è un po’ difficoltoso aiutarla, perché sono anni che non apro un libro di scuola, e certe cose sono ormai più che dimenticate. La scuola è anche andata avanti, molte cose sono cambiate, e io non mi ci ritrovo più. Mi sapete spiegare per esempio dove è sparito il segno X della moltiplicazione? Per quale cavolo di motivo ora si usa un punto al suo posto?
In questi giorni siamo alle prese con le equivalenze: chili, grammi, metri e chilometri, decilitri e decalitri, e via dicendo. Ma chi se li ricordava più i decagrammi? quando mai si usano? o i decimillilitri, che quasi non so come si scrivono? Mah….
A parte questo però mi piace occuparmi di Mary. Mi piace questa bambina, e credo di piacere a lei. Andiamo d’accordo, lei sa che con me può scherzare e giocare, ma che quando divento seria mi deve ubbidire. I suoi pretendono da me fermezza e polso, e anche se non è proprio il mio metodo educativo mi adeguo. In fondo per me è lavoro, cosa che mi ripeto continuamente per non farmi troppo coinvolgere. Mi conosco, e so che se “entro dentro” troppo poi finisco nei guai con me stessa. Devo sempre ricordarmi che non è mia figlia, che non è mia responsabilità educarla, ma solo fare quanto mi viene chiesto. Finite le mie ore, torno ad essere chi sono e di lei mi scordo fino al giorno dopo.

10.15.09

Elogio di un mito Svizzero

Pubblicato su Attualità a 09:40 di dannella

pelapatate

Nel 1947 a Zurigo venne inventato il pelapatate Rex da Alfred Neweczerzal (1899-1958), originario di Davos. Il pelapatate Rex è un’esile utensile da cucina diventato un’icona del design svizzero, ma al contempo di estrema praticità per pelare patate come dice il nome, o anche le carote per esempio, o le mele. Fino ad oggi è stato infatti prodotto in 60 milioni di esemplari dalla ditta Zena AG di Affoltern am Albis, a pochi chilometri da Zurigo. La Zena AG è stata fondata l’anno successivo la nascita di quest’invenzione sottile dallo stesso Alfred Neweczerzal: apprendistato interrotto come elettromeccanico alla fabbica Oerlikon e dal 1925 via, commesso viaggiatore indipendente.
Questo oggetto a forma di U in alluminio, di regale semplicità, quest’umile pelapatate con il nome da re romano, transatlantico, dinosauro, cinema, oltre all’austera forma lineare già indizio di bellezza di per sé anche se non servisse a niente, va detto subito: funziona benissimo.
Innanzitutto il pelapatate Rex lo si tiene in mano con rara facilità, pesa pochi grammi e soprattutto possiede poco prima della mobile lama orizzontale 2 ulteriori piccole U laterali per pollice e indice. Questa felice e quasi impercettibile identificazione tra essere umano e oggetto, più la mobilità della lama, permettono così di seguire con esattezza la buccia della patata, sbucciandola in modo deciso, ma senza sforzo alcuno.
In lingua originale il pelapatate Rex si chiama Sparschäler Rex: Spar significa infatti risparmio e schäler è l’oggetto per pelare o sbucciare che dir si voglia. Tradotto in inglese come economy peeler Rex. Perciò l’economia o il risparmio del pelapatate Rex non è solo riguardo al prezzo, ma è connesso appunto a questo suo agile funzionamento che risparmia forza e energia. Economico due volte, perché oggi il pelapatate Rex viene venduto a meno di 2 franchi (poco più di 1 euro). E al contempo il pelapatate Rex Mod. Int. 11 002 è un pezzo di design; forse il meno caro al mondo. Come l’orologio delle stazioni ferroviarie svizzere e una poltrona di Le Corbusier, il nostro pelapatate spartano nel 2004 viene rappresentato sul francobollo da 15 centesimi della serie di francobolli sul design svizzero, mentre nel 2008 entra anch’esso come l’orologio ferroviario nella mostra luganese “Enigma Helvetia”.
Oggi dalla Zena AG escono 2 milioni di pelapatate all’anno, contando anche il modello chiamato Star in acciaio e i pezzi placcato in oro che vendono al Globus. Ma senza contare chiaramente tutte le imitazioni, tra queste una curiosa versione ufficiale con lama Victorinox. E la dice lunga il fatto che il mito del multiuso s’inchina davanti alla devastante semplicità di questo oggetto dal disegno assolutamente minimale, ma con una funzionalità massima. Ma soprattutto a differenza del coltellino svizzero, con una sola funzione, ma eseguita come nessun altro utensile.
Oggettivamente penso che pelare patate, attività da sempre al limite del punitivo, attraverso il pelapatate Rex si ribalta con grazia in privilegio.

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